2012 in review

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 2.600 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 4 years to get that many views.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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Agenda digitale, ma…

Scusate, proprio non ho resistito, anche se poi volendo col blog c’entra anche un pò visto che c’è di mezzo Batman. Ma su, chi vogliamo prendere per il culo? Avevo voglia di perculare un pò il pagliaccetto nazionale che cento ne pensa e mezza ne fa, del che oggi è qui, domani non c’è più, che attacca tutto e tutti e ci diventa poi l’amico più intimo.

Almeno ieri i signori del governo hanno approvato l’Agenda Digitale che dovrebbe garantire, fra le altre cose, finalmente l’accesso alla banda larga a TUTTI entro il 2013. Sarà la volta buona? Son almeno dieci anni che sento sta storia e ancora abbiamo il paese spaccato a metà: la parte fortunata c’ha l’ADSL, la parte sfigata, ovviamente dove vivo io, usa ancora le macchine da scrivere.

Ma questa volta ci voglio crederci e crediamoci un pò tutti. Un bel vafanculo di cuore però non lo si nega a nessuno, soprattutto a quella gente lì che alla fine sono tutti un pò Berlusconi.

Un bel vafanculo natalizio to eveybody up there!

Screenshot Mania: Dear Esther

Vi ricordate di quella volta che vi raccontai di quel gioco non gioco che mi era piaciuto molto assai? Sì, proprio Dear Esther! Siccome i dubbi rimasti aperti e le domande irrisolte hanno continuato a tormentarmi, qualche giorno fa do deciso di riimeggermi nuovamente nel mondo di sogno perfettamente illustrato in Dear Esther. Questa volta però ho trovato il tempo di guardarmi un attimo attorno e quello che ho notato, con somma meraviglia, sono degli splendidi scorci paesaggistici che a una prima passata, complice l’attenzione totalmente rivolta alla criptica storia che contorna il gioco, mi erano completamente sfuggiti. Paesaggi tetri, malinconici, tristi, ma che fanno proprio di questi apparentemente spiacevoli sentimenti il loro punto forte.

Volevo oggi proporveli per rendere partecipe anche chi non ha potuto/voluto giocare Dear Esther della beltà artistica che si è perso e, chissà, magari anche a questa persona verrà voglia di fare un giro sull’isola.

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Splendido il sole che fa capolino fra i nuvoloni grigi

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Sembra quasi un’illustrazione!

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Una spiaggia piena di rifiuti e alghe. Mai visto nulla di più realistico.

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I cieli di Dear Esther sono sensazionali, tolgono semplicemente il fiato

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Un occhio che mira il centro dell’isola

 

 

 

Giochi da quattro soldi #2 – Topi a gogo

Giochi da quattro soldi è la rubrica a cadenza cazzo di cane di Palude ElettroluDica nella quale si cerca di analizzare alcuni titoli che potrebbero tranquillamente stare sull’espositore delle gomme di qualche bar per quanto poco costano. Ma chissà, anche dentro un pacchetto di chewing-gum potrebbe nascondersi qualcosa di inaspettatamente piacevole.

A volte anche gli italiani se ne escono con qualche buona idea, videoludicamente parlando. Non succede spesso, ma capita. Quello che invece uno non si aspetta è che un tizio, che con lo sviluppo di videogiochi non c’entra una beneamata cippa, ti faccia uscire un gioco, rigorosamente per piattaforme mobili, che alla fine non è neanche malaccio. Sto parlando di Derat Inc. e il fantomatico tizio che ho citato è tale Ferruccio Cinquemani, noto ai più con l’appellativo “scassaminchia di Ringcast”. Ovviamente si scherza, qui si è amici di tutti e fratelli di nessuno. Ma si stava appunto parlando di Derat Inc., questo gioco uscito ormai da qualche tempo su Windows Phone 7 e recentemente convertito, non senza qualche problema, anche per la gente ricca come me e voi che ci ha gli iCosi. Al modico prezzo di 89 centesimi ci si porta a casa un discreto puzzle game che fa della frenesia il suo punto forte.

In Derat Inc. ci troveremo a gestire una ditta di derattizzazione che non molto sorprendentemente si ritrova a fronteggiare un’invasione di ratti all’interno di tre diversi scenari: città, deserto e spazio. La visuale dall’alto ci permette di gestire in tutta comodità i camioncini della nostra società che variano da un minimo di due nei primi livelli a un massimo di tre nei livelli successivi. Di base l’unica azione che dovremo compiere è guidare suddetti camioncini verso gli edifici infestati con dei rapidi tap sullo schermo del dispositivo, evitando in tal modo che tali edifici crollino miseramente portando così a un prematuro game over. Se all’inizio il livello di sfida è tarato verso il basso e si riesce con molta tranquillità a far fronte alle invasioni di ratti, dopo pochi stage il livello di sfida si impenna parecchio e i nostri riflessi verranno messi a dura prova. Purtroppo spesso si ha la sensazione che la difficoltà a tratti eccessiva sia dovuta principalmente all’apparizione fin troppo casuale di alcuni bonus sullo schermo, che se presi ci permettono di ottenere dei momentanei e quantomai essenziali vantaggi.

A parte questo piccolo difetto, il resto è realizzato in maniera magistrale: in particolare la grafica, seppur molto semplice, si rivela carina e simpatica al punto giusto. Anche la colonna sonora ha il suo bel perchè.

Lo consigliamo sto gioco da quattro soldi alla fin fine? Ma certo che sì! Chiaro, deve piacervi il genere e soprattutto dovete apprezzare la filosofia “hardcore” del titolo, che si basa fortemente sul trial & error e sull’ottenimento dei punteggi più elevati. Ma anche se non siete questo genere di persone compratelo lo stesso che ci fate un piacere all’amico Ferruccio e ovviamente, anche se prima non l’ho citata, alla neonata software house BumbleBee. Muaha!

Sito dello sviluppatore: Bumblebee

Link al gioco: iTunes, Play Store

Ringrazio il caro amico e confermo

Il Bullone Poligonale

I'm backEd eccoci qua, a più di un anno dall’ultimo post in cui avevo promesso della continuità, dell’impegno, costanza insomma, la signora del terzo piano che frigge alle ore più improponibili. Ma purtroppo il fato ha voluto che non rispettassi la parola data… vi é andata di culo eh?

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Giochi laddroga #1 – Ruzzle

Inizia oggi la rubrica rigorosamente aperiodica che Palude ElettroluDica dedica a quei giochi che con più coerenza andrebbero catalogati come droghe pesanti a causa dell’alta assuefazione che provocano. Attenti a non farvi beccare dalla pula con questa merce fra le mani!

https://i1.wp.com/ruzzle-tips-and-tricks.com/screenshot-ruzzle-1.jpgSpesso anche nel mare di fuffa che è diventato l’app Store di Apple, per non parlare poi della controparte su Android, si trovano delle piccole gemme nascoste, che mai avremmo potuto sperare di trovare su altri dispositivi e console. Una di queste gemme è proprio il gioco di cui voglio parlarvi oggi: Ruzzle.

Avete presente Scrabble? … … … No? … … Scarabeo?… … … Niente?… Il gioco in cui si compongono delle parole su di un tabellone, capito? … … Suvvia, il gioco di scrivere le parolacce zozze con le tesserine! Ecco, sapevo che così capivate. Ruzzle è più o meno la stessa cosa solo che si differenzia per alcuni aspetti più o meno fondamentali.

Innanzitutto la griglia non è da centomila metri quadri come in scrabble, ma si tratta di una ben più modesta griglia 4×4 per un totale di 16 lettere. Lo scopo del giocatore è di riuscire nel più breve tempo possibile a trovare quante più parole possibile costruendole trascinando il dito sullo schermo e unendo le varie caselle in orizzontale, verticale e diagonale. Ogni lettera ha il suo punteggio, esattamente come in Scrabble e proprio come in Scrabble le Z vi faranno bestemmiare, ma almeno vi assicureranno una marea di punti. Ruzzle eredita dal suo fratello maggiore anche i bonus associati a certe lettere, cosa che vi permetterà di raddoppiare o triplicare il punteggio della parola o della lettera. Inutile dire che la vittoria cadrà nelle mani di chi saprà sfruttare al meglio questi bonus.

Ah, dimenticavo di dirvi la cosa più importante: una partita a Ruzzle si divide in tre round, ognuno della durata di tre minuti. Potete quindi dire addio alle estenuanti partite a Scarabeo che se andava bene duravano 7 ore. Quando avete due minuti liberi prendete l’iPhone, cercate un’avversario online fra gli amici o in maniera casuale, e fatevi il primo round. E se poi la vostra casa va a fuoco e dovete scappare? Niente paura, Ruzzle si basa su un multiplayer di tipo asincrono che di questi tempi va parecchio di moda. Questo vuol dire che potete lasciare il gioco quando volete e riprenderlo quando avrete di nuovo tempo da dedicare al gioco, cioè quando avrete spento l’incendio divampato in casa vostra.

Il gioco è la droga. Fidatevi. In meno di 2 giorni il sottoscritto si è ritrovato a fare partite su partite senza possibilità alcuna di smettere e tra l’altro senza alcuna possibilità alcuna di vincere. Gli avversari che vi troverete di fronte, soprattutto quelli casuali, vi faranno un culo così fin dall’inizio, a meno che voi non siate dei dizionari viventi, nel qual caso non vi invidio per niente.

Unica pecca del gioco: se possedete un iPad come me  dovrete per forza rassegnarvi a giocare Ruzzle in bassa definizione nella versione per iPhone dato che su App Store non è disponibile una versione HD del gioco. Possibile che agli inizi del secondo decennio del nuovo millennio ci sia ancora qualcuno che non realizza una conversione con i controcazzi per iPad? Cioè, da quel che ho sentito si tratta di premere un bottone e il gioco è fatto, ma si sa, la gente che sviluppa videogiochi è strana forte.

Ruzzle è disponibile anche per i pezzenti che hanno un cellulare Android e il multiplayer è condiviso con gli iCosi. Il gioco tra l’altro è completamente gratuito nella sua forma base. Se proprio dovesse piacervi potete acquistare la versione completa a 2 euri e qualcosa che vi permette di togliere la pubblicità, accedere alle statistiche, giocare offline e vedere tutte le parole possibili di uno schema a fine partita. Plus interessanti, ma non imprescindibili per godersi appieno il titolo.

Infine chi fosse così pazzo da volermi sfidare mi può trovare cercando letal32. Vi aspetto. Per umiliarvi.