Giochi da quattro soldi #1

In questo periodo, causa scarsità di tempo da dedicare al gaming, mi sto dedicando a recuperare quei giochi che ho comprato chissà quanti anni fa su Steam e chissà per quale ragione non ho mai nemmeno installato. Nella maggior parte dei casi si tratta di giochi indie da pochi spiccioli che mi hanno attirato per qualche meccanica fuori dall’ordinario. E’ proprio il caso dei due microgiochi di cui voglio parlarvi oggi. Vi avviso fin da subito per non doverlo poi ripetere due volte: questi titoli sono veramente particolari, a loro modo innovativi, non molto longevi e per questi motivi non proprio adatti a tutti quanti. Certo, al prezzo di un paio di caffè non credo ci sia qualcuno totalmente disinteressato. Dopotutto se pensiamo a tutte le cagatine che prendiamo sugli iCosi, spese del genere non sono poi così folli.

Home

Il primo gioco di cui voglio parlarvi è Home, indie recentemente uscito su Steam al prezzo di 2 euro realizzato da tale Benjamin Rivers. L’autore descrive il gioco definendolo un horror adventure condito da qualche elemento thriller. La grafica è totalmente bidimensionale e realizzata per precisa scelta dell’autore in bassa risoluzione con tutti i pixel in bella vista. Un look un po’ retrò che difficilmente si adatta a un’avventura che si autodefinisce horror e infatti, detto piuttosto sinceramente, il gioco non fa paura, ma proprio per niente. Le musiche sono ansiogene al punto giusto, ma la grafica non permette di immedesimarsi troppo nell’atmosfera. Ma probabilmente non è questa la caratteristica fondamentale del gioco. La premessa infatti è piuttosto intrigante anche se abbastanza scontata: un uomo improvvisamente si risveglia nel proprio luogo di lavoro, di notte, e non sa come sia finito lì. Con la sola possibilità di muovere il personaggio con i tasti direzionali e interagire con certi punti illuminati dello scenario con la barra spaziatrice, dovremo ricondurre a casa il protagonista cercando nel contempo di trovare quanti più indizi possibili allo scopo di far luce sull’intricata storia di omicidi che il gioco mette in scena. Home si completa in appena un’ora e mezza, anche se forse il verbo completare non è proprio appropriato. Al termine dell’avventura non scopriremo affatto come stanno le cose, ma saremo rimandati al sito degli sviluppatori del gioco dove i giocatori che hanno terminato l’avventura possono condividere le loro interpretazioni della storia basandosi sulla quantità di  indizi raccolti o semplicemente sul proprio intuito. Un’idea sicuramente originale, ma che sinceramente lascia un po’ delusi, soprattutto perchè la storia non è così interessante come quella di un Dear Esther per esempio (recensito su questi lidi qualche giorno fa). Consigliato? Ni. Ai pochi spicci a cui è venduto una chance gliela darei, ma non aspettatevi chissà cosa.

Samorost 2

Seguito di Samorost, gioco in flash disponibile gratuitamente sul sito dello sviluppatore Amanita Design (studio famoso anche per Botanicula e Machinarium), Samorost 2 ricalca alla perfezione lo stile e i temi del predecessore e delinea un’avventura grafica fortemente basata sull’interazione con l’ambiente circostante. La grafica è assolutamente deliziosa, forse l’elemento meglio riuscito del gioco, mentre il resto è solo un piacevole contorno: la storia è appena abbozzata e vede un folletto che vive su un asteroide alle prese con il recupero del suo cane rapito da strani alieni, mentre gli enigmi si basano solo sull’interazione con gli elementi dell’ambiente nel giusto ordine. Spesso però è difficile anche solo vedere la presenza degli oggetti in questione e certe sezioni possono risultare alquanto frustranti per qualcuno (per me ad esempio). Quello che potrebbe essere il peggior difetto di Samorost è in realtà l’elemento che allunga considerevolmente la longevità del titolo già di per sè abbastanza bassa (circa un’ora). Visto il prezzo a cui è venduto, quasi 5 euro, vi consiglio di valutare bene l’acquisto magari provando prima la demo disponibile sul sito. In alternativa aspettate qualche Humble Bundle e con due spiccioli ve la cavate.

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Informazioni su letal32

Ama la tecnologia e gli accrocchi più inutili del mondo. Ama trastullarsi tutto il giorno con stupidi giochini elettronici, meglio conosciuti come videogames. Un misto fra nerd e geek: in breve il tipico sfigato.

Pubblicato il novembre 29, 2012, in Recensioni, Videogiochi con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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