Gli uccelli kamikaze sono fra noi!

<Soldato! Si prepari al lancio!>

<Ne è sicuro generale?>

<Capisco la tua titubanza soldato, ma in momenti come questi non possiamo lasciare spazio alle emozioni! Fa parte del gioco della guerra!>

<Ma generale! Il sacrificio sarà inutile, non riusciremo mai ad abbattere quella struttura!>

<Soldato, mi ha veramente stancato! Faccia il suo dovere e carichi le munizioni!>

<A-a-agli ordini generale!> lacrimuccia <Uccellino rosso o uccellino giallo?>

Esca immediatamente dalla mia Palude chi non ha capito il non troppo velato riferimento presente in questo dialogo piuttosto fittizio, perchè non è accettabile che un videogiocatore che si definisce tale non conosca anche solo per sentito dire Angry Birds, il gioco di lanciare uccelli approvato dalla LIPU e diventato addirittura sport nazionale in qualche stato dell’America latina.

Pronti al lancio!

Ne parlano tutti, ma veramente tutti. Sembra che anche Fiorello voglia dedicare una puntata speciale del suo varietà del lunedì a questo gioco, che nel giro di qualche anno ha saputo riproporsi sempre uguale a sè stesso in 200 versioni diverse riuscendo a vendere ogni volta milionate di copie. Ma quest’oggi non siamo qui per discutere del giochino per iOS di Angry Birds, bensì per parlare dell’influenza di tale gioco sulla mente malata di qualche ingegnere di giocattoli della Mattel, la multinazionale che ha prodotto quella zoccola di Barbie e quel maschione senza attributi di nome Ken. E che avranno tirato fuori questa volta? Semplice! Il gioco in scatola di Angry Birds. Guardate il video sottostante per chiarirvi un pò le idee.

Che ne dite? Che vorreste suicidarvi immediatamente? L’ho pensato anche io a dire il vero. Con questo gioco in scatola infatti abbiamo raggiunto un nuovo livello di pezzenteria. Nella scatola troveremo due pezzi di legno, una fionda, due o tre carte collezionabili e gli immancabili uccellini, che tra l’altro sono l’unica cosa che salverei perchè sono fatti molto bene. Questa è l’impressione che ho avuto non appena ho visto il video qui sopra con i miei occhi di diciottenne, ormai assuefatto da aggeggi tecnologici di ogni sorta. Eppure non posso fare a meno di pensare che, con molta probabilità, gli occhi di bambino che avevo 10 anni fa mi avrebbero fatto apprezzare anche una pezzenteria del genere. Ahhhhh! I bei tempi in cui due bastoncini e mezzo pezzo di nastro adesivo bastavano a riempire giornate intere!

Lacrimuccia.

Sapete che vi dico? Domani me lo compro!

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Informazioni su letal32

Ama la tecnologia e gli accrocchi più inutili del mondo. Ama trastullarsi tutto il giorno con stupidi giochini elettronici, meglio conosciuti come videogames. Un misto fra nerd e geek: in breve il tipico sfigato.

Pubblicato il novembre 24, 2011, in Tutto e di più con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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