Bar Sport: un caffè alla merda

<Ehi Ezechiele!>

<Ueilà Palude! Come ti butta?>

<Beh, non c’è male. Tu?>

<Le cose vanno sempre peggio: ho una cefalombalgia acuta e domani devo farmi lobotomizzare e in più i figli, la casa… Che stress!>

<Che ne dici se ci facciamo un caffettino e parliamo un pò? Tanto sto solo portando fuori a passeggio le zanzare.>

<Volentieri! Conosco un posticino che guarda non ti dico! Si chiama Bar Sport!>

STONF!

<Ehi Palude! Perchè sei svenuta? Dottore! Dottore!>

E questo è quello che mi è capitato domenica pomeriggio mentre portavo a spasso le mie amate zanzare. Penso che abbiate capito che il mio improvviso svenimento non era dovuto alla mancanza di zuccheri, ma è stato causato dall’aver sentito una parola, o meglio due, che hanno risvegliato in me un ricordo da tempo sopito (1 giorno). Ed è così che mi sono visto passare davanti ogni singolo decimo di secondo del film che ho visto Sabato sera: Bar Sport.

Tale premessa non dovrebbe farvi ben sperare sulla qualità di questo film, ma partiamo con ordine.

Bar Sport nasce dalla voglia di un farabutto che risponde al nome di Massimo Martelli di trasportare su schermo l’atmosfera che si respira in un bar di provincia. Il bar in questione risponde al nome di Bar Sport ed è stato fondato da un uomo di un certo peso (nel vero senso della parola) di nome, o meglio cognome, Onassis. Subito si crea una clientela fissa formata da personaggi che definire stramboidi è dire poco: abbiamo le vecchie pettegole, il chiacchierone (Claudio Bisio), il tecnico elettrico che fulmina tutto (Paolo Cornacchione), il timidone (Silvano di Camera Cafè), la figa da paura (che non manca mai), il flipperista (Gianluca Impastato) e via dicendo. Tali personaggi interagiscono fra di loro creando delle situazioni surreali che in teoria dovrebbero essere comiche. In teoria. Perchè anche se il film sembra una rimpatriata di comici di Zelig e trasmissioni affini, il grado di comicità è pari a zero. Esempio:

Il ciccione del bar, Onassis, si innamora della cameriera figa e cerca di fare colpo facendole un caffè con un cuore fatto di schiuma al centro. La figa mostruosa da paura gli chiede come abbia fatto a farlo. Lui risponde che è stato facile, che ci ha messo l’amore, che sennò senza l’amore di solito gli viene fuori un culo al posto del cuore. Lei a sto punto se ne va indignata. Arriva il rompiballe del bar (Bisio) e chiede a Onassis perchè non gli abbia mai fatto un caffè col cuore e si offende, e allora il ciccio barista glielo fa, ma indovinate un pò cosa appare al posto del cuore?Un culo! Dite che non l’avreste mai detto!

Il film prosegue di questo passo per un’ora e mezza, probabilmente l’ora e mezza peggio spesa della vostra vita, considerando che avete pure pagato 8,50 euro per passarla. Si tratta sostanzialmente di una sequela di “scenette” unite da un filo logico che molto semplicemente non esiste.

Qual’è quindi l’insegnamento che possiamo trarre alla fine di questo post? Direi che è proprio questo:

“Il mondo è pieno di merda; sta al saggio saperla evitare”

Come dite? Che non sono saggio perchè sono caduto appieno nella merda? Avete proprio ragione!

P.S: Fra il merdume mi sento comunque di salvare:

– il libro omonimo da cui è tratto Bar Sport scritto da Stefano Benni. Sulla fiducia perchè non l’ho letto.

-la mega figa da paura interpretata da Aura Rolenzetti

-il ciccione Onassis perchè ti ricorda troppo Zach Galifianakis di una notte da leoni

PPS: Mi scuso per le volgarità e per tutte le volte che ho detto merda. No, scherzo! Non mi scuso neanche morto!

 

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Informazioni su letal32

Ama la tecnologia e gli accrocchi più inutili del mondo. Ama trastullarsi tutto il giorno con stupidi giochini elettronici, meglio conosciuti come videogames. Un misto fra nerd e geek: in breve il tipico sfigato.

Pubblicato il novembre 8, 2011, in Film, Recensioni con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Io al contrario ho letto il libro (tre volte) e non ho visto il film, e ti raccomando caldamente di leggerlo, perchè è davvero stupendo, uno dei migliori di Stefano Benni – che io adoro –
    Salutoni!

    • Penso che seguirò il tuo consiglio. Molti mi hanno confermato che il film, a differenza del libro, non riesce ad esprimere l’atmosfera e la comicità dell’opera. Tempo di finire 1984 di Orwell e poi mi ci butto per bene. Grazie del consiglio e del commento 🙂

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