L’alba del pianeta delle scimmie

Quando si guarda il trailer di “L’alba del Pianeta delle Scimmie”, prequel del famoso film del 1968, ci aspetta un film pieno di scimmioni con bazooka, granate e mitragliatori che si impegnano con tutte le loro forze per distruggere la razza umana. In realtà quelle due o tre scene d’azione presenti nel trailer sono anche le uniche due o tre scene di azione presenti nel film.

Non che sia un male, sia chiaro, ma gli amanti degli sparacchini tutto azione niente cervello all’americana dovrebbero cambiare genere… o se possibile cervello. Ma non divaghiamo troppo: la storia, ormai nota ai più, è un mix dei soliti clichè che di questi tempi vanno per la maggiore. Abbiamo quindi uno scienziato, Will Rodman, che scopre una presunta cura per l’Alzhaimer, che ha l’effetto collaterale di aumentare l’intelligenza, ma nello stesso tempo di provocare strani comportamenti violenti sulle scimmie sulla quale è testata. Una di queste scimmie è la madre di Cesare, lo scimpanzè protagonista, che, adottato da Will dopo la morte della madre, eredita un’intelligenza fuori dal normale. Per una serie di motivi che non sto qui a raccontarvi per non rovinarvi la sorpresa, Cesare diventa il capo di una rivoluzione contro la razza umana e il resto, come si dice, è storia.

Come ho accennato in precedenza, quasi tre quarti del film sono incentrati sul rapporto fra Cesare e Will (James Franco) e sulle difficoltà incontrate dallo scimpanzè nell’integrarsi in una società che sente estranea. Ne consegue che una buona parte del film verte su un ritmo molto lento, che molti di voi potrebbero non apprezzare. Vi basti sapere che due amici con cui sono andato al cinema hanno preso sonno dopo appena mezz’ora! Vi consiglio quindi di andarlo a vedere mentalmente predisposti a recepire alcuni aspetti che all’osservatore meno attento potrebbero sfuggire e quindi rovinare l’esperienza. Grande enfasi è infatti posta non tanto sui dialoghi, trattandosi di scimmie, quanto sulla gestualità, resa splendidamente attraverso le moderne tecnologie digitali. Eh sì, perchè la prima cosa che salta all’occhio è la spettacolarità degli effetti speciali: le scimmie, create digitalmente, sono quanto di più verosimile io abbia mai visto, tanto è difficile distinguerle da delle scimmie vere.

Tirando le somme, “L’alba del Pianeta delle Scimmie” risolleva indubbiamente le sorti di  un brand che dopo il pessimo “Il pianeta delle Scimmie” di Burton, sembrava caduto nel baratro. Ottimo cast, ottimi effetti speciali e una buona storia che fa da collante alle vicende rendono la pellicola non un capolavoro, ma una piacevole sopresa da vedere assolutamente, soprattutto adesso che le sale sono stracolme di film mediocri.

PS: un punto in più solo perchè non hanno fatto anche la versione in 3D

  Ogni anno sempre più brutto

PPS: buona interpretazione di Tom Felton aka Draco Malfoy, che nella parte dello scassacoglioni ci sta sempre bene.

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Informazioni su letal32

Ama la tecnologia e gli accrocchi più inutili del mondo. Ama trastullarsi tutto il giorno con stupidi giochini elettronici, meglio conosciuti come videogames. Un misto fra nerd e geek: in breve il tipico sfigato.

Pubblicato il ottobre 3, 2011, in Film con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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