Prima rece: IBooks

Sò che a voi debosciati la parola libro non dice nulla.

L-I-B-R-O.

Niente? Neppure un minuscolo ricordo? Carta, parole, copertina… Ancora niente?

Allora facciamo finta che ricominciamo e intanto andate su Wikipedia e vi guardate la definizione, che qui non ci vogliamo la gente ignorante.

Fatto? Bene! Allora possiamo cominciare a parlare di IBooks, un’app che stravolge la definizione di libro (quindi la definizione di libro che avete appena cercato non serve a niente- LOL).

IBooks non è altro che un’applicazione sviluppata dalla Apple stessa e deputata alla lettura di libri elettronici, altresì detti e-books, altresì detti parole finte su fogli finti e anche cosicheperdiduediottrieselileggiperpiùdidueminuti.


IBooks si presenta con un’interfaccia che richiama quella di una libreria in legno con varie scaffalature sulle quali sono poggiati i libri da noi scaricati (prego notare le mie letture impegnate). In alto a sinistra abbiamo il pulsante Store che ci permette di accedere al catalogo online di libri, tutti rigorosamente in inglese, perchè l’Italia come al solito non se la incoola nessuno.

Il pulsante Raccolte ci permette di passare dalla collezione di libri alla collezione di file PDF. Eh sì, perchè IBooks è pure un lettore PDF. Scadente, ma è un lettore PDF.

I bottoni in alto a destra invece servono a organizzare la nostra collezione.

Vediamo ora l’interfaccia di IBooks non appena si apre un libro in formato .epub, lo standard nell’ambito dei libri elettronici.

Avremo di fronte una specie di libro che potremo visualizzare in formato singola o doppia pagina a seconda dell’inclinazione e in alto alcuni pulsanti.

Il primo pulsante (quello col sole) serve a regolare la luminosità in modo da evitare di perdere la vista a forza di pippe quando l’ambiente esterno è o troppo luminoso o troppo buio. I vari gradi di luminosità si rivelano funzionali in quasi ogni occasione, anche se in ambienti completamente bui un grado di luminosità minore avrebbe fatto comodo.

Con il secondo pulsante si modifica il font, quindi se siete delle talpe potete ingrandire le parole.

Poi c’è il pulsante Cerca (lente di ingrandimento), molto utile per trovare parole o termini specifici, e infine il pulsante segnalibro che come dice la parola serve a segnare il libro.

In basso vedete anche una barra con dei puntini… No! non è braille! E’ lo scorrimento veloce delle pagine!

Considerazioni finali: IBooks è una buona piattaforma per la lettura di ebooks (non dei PDF per carità!) anche se devo purtroppo segnalare molti rallentamenti soprattutto con libri di molte pagine; nulla che pregiudichi il buon funzionamento dell’applicazione, ma sicuramente un difetto fastidioso. Da provare, anche perchè l’applicazione è gratuita (capito poveri barboni?).

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Informazioni su letal32

Ama la tecnologia e gli accrocchi più inutili del mondo. Ama trastullarsi tutto il giorno con stupidi giochini elettronici, meglio conosciuti come videogames. Un misto fra nerd e geek: in breve il tipico sfigato.

Pubblicato il settembre 10, 2011, in Recensioni con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. Sarò onesto Letal. Credo che una cazzata più grossa di questa la Apple non potesse inventarsela: sono convinto che privare il libro della carta su cui è stampata, dell’inchiostro, della copertina ecc, sia un insulto a ciò che si intende per libro e lettura. Vogliamo paragonare, ad esempio, l’estetica di una grande libreria – non per forza stile imperiale del XIX secolo, ma anche semplicissima acquistata da Ikea va bene – piena di libri, comunque vissuti, piegati, sottolineati, in perfetto stato o rovinati, con la pixeliana freddezza una “libreria computerizzata online”? Ma poi non s’era sempre detto che la lettura su schermi elettronici rompeva gli occhi, peggio dell’onanismo? Mah.
    Per il resto de gustibus…

    • Sono perfettamente d’accordo con la tua osservazione.
      Io stesso continuo a preferire la lettura “classica” a quella elettronica per il fascino indubbio della prima, ma anche, come da te citato, per l’evidente fastidio che si prova dopo alcuni minuti di lettura su uno schermo. Penso però che il tuo sia un discorso prettamente nostalgico. Io identifico il libro con il suo contenuto e non con il mezzo attraverso il quale questo viene fruito, quindi non sono assolutamente contrario a questi nuovi mezzi di lettura. Credo e spero comunque che in futuro questi due mezzi continueranno ad essere l’uno complementare dell’altro, senza che si propenda in favore di uno solo di questi.

      P.S: precisazione: la Apple non ha inventato nulla. I libri elettronici esistono da molto tempo, solo che l’Ipad si rivela particolarmente utile per leggerli e quindi la Apple ha deciso di sviluppare un software apposito.

  2. Si lo so che la Apple non ha inventato il sistema dell’ebook, io stesso provai a leggerne uno tempo fa: mi riferivo alla biblioteca virtuale sul sistema ipad così come la mostri in uno screen qui sopra.
    Chiamala nostalgia, ma io sento davvero un contatto diverso tra la carta e il pixel, dice Luciano De Crescenzo “quel contatto erotico che si stabilisce con la carta”, ecco io quasi mi identifico in questa frase. Ti dirò, non sono contrario all’evoluzione tecnologica, al contrario, per esempio dal punto di vista della comodità – per chi viaggia – credo sia molto più comodo avere un libro sul tablet piuttosto che un libro in valigia, visto che pur piccolo che sia resta ugualmente ingombrante.
    Tuttavia credo che tutto questo pinchare su schermi ultrapiatti non faccia altro che portare la società verso una strada senza uscita: forse sono un materialista, però preferisco avere il contatto fisico con l’oggeto, il tasto, il mouse, piuttosto che stare a premere, strisciare, roteare un unico oggetto.

    Si, forse è nostalgia… 😀

    • Mi trovi ancora una volta perfettamente d’accordo e la mia visione è sostanzialmente uguale alla tua, ma io non sarei così pessimista.
      Io credo che l’ebook continuerà ad esistere come complemento di un libro cartaceo. Come dici tu è molto più comodo portarsi in viaggio un tablet piuttosto che un libro, è più semplice scaricarsi i due capitoli delle Catilinarie che dobbiamo leggere per scuola senza fare il viaggio in biblioteca o comprare il libro in libreria.
      Oppure potrebbe essere tutta una questione di abitudini e magari i nostri figli che cresceranno come “nativi digitali” avranno una percezione diversa di queste nuove tecnologie e le sentiranno come naturali, a differenza di noi che invece siamo nati a cavallo fra due modi di fare estremamente diversi.
      Spero nella prima ipotesi, ma credo di più alla seconda.

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